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by Paola Potestio (Professor of Economia politica at Roma 3 and Former dean of the faculty of economics from 1998 to september 2008, Roma 3, Author of the forthcoming book: "L'università italiana. Un irrimediabile declino?"). Her account of 9 years of concorsi, showing the numbers of new faculty appointed at each level - Professore Ordinario, Professore Associato, Ricercatore Universitario - speaks for itself and calls for a radical change of approach.
La selezione della docenza universitaria: i fatti - di Paola Potestio
La selezione della docenza è una questione spinosa nella storia dell’università italiana. Una pur sintetica cronistoria sui meccanismi in vigore da molti anni a questa parte, sui loro esiti e sulle recenti decisioni in materia, aiuta a capire la gravità dei problemi che oggi si pongono alle nostre strutture.
9 anni fa, la riforma Berlinguer ha impostato la selezione della docenza (professori ordinari e associati) su concorsi di fatto locali, in cui si attribuivano, su ogni posto bandito, 3 idoneità nel primo periodo di applicazione della riforma e, successivamente, 2 idoneità. La sede che bandiva aveva una scelta prioritaria sull’idoneo da chiamare. Gli altri idonei potevano essere chiamati, entro tre anni, da qualunque sede. A questa riforma si è abbinata una sostanziale assenza di selezione. Il meccanismo delle idoneità ha infatti aperto la strada alla formazione di alleanze e cordate per le votazioni delle commissioni di concorso, dirette a chiudere l’esito del concorso in questa preliminare fase tecnica, dunque prima dell’effettivo espletamento del concorso stesso. La qualità delle cordate è stata naturalmente molto diversa, talora – nel bene e nel male - assai poco rappresentativa del livello medio dell’area. Con questo meccanismo, la norma è stata un esito del concorso deciso nella fase della formazione della commissione; l’eccezione è stata un esito del concorso, totale o parziale, deciso nell’espletamento del concorso. Non meno tenue, in questi anni, è stata la selezione per il primo ruolo della carriera universitaria, quello di ricercatore. Dei tre componenti la commissione di concorso (un professore ordinario, un professore associato e un ricercatore), le sedi hanno solitamente designato come membro interno il professore ordinario. Il grado del membro interno e le sollecitazioni di voti per le elezioni degli altri due componenti la commissione hanno esercitato un condizionamento molto forte sull’esito del concorso. Di fatto, l’accesso nei ruoli universitari è stato sottoposto in tutti questi anni al solo vaglio che un professore ordinario ha esercitato nei confronti di un proprio allievo.
La regola Berlinguer è stata applicata per 23 tornate concorsuali, dal 1999 al 2005, ed è stata corretta dal ministro Moratti nel 2005 con l’introduzione di un unico vincitore per ciascun concorso. La modifica del ministro Moratti è stata applicata solo per le due ultime tornate concorsuali del 2005. Poi, i concorsi sono stati bloccati dall’emanazione di una nuova legge sullo stato giuridico dei docenti, legge che però non ha mai avuto applicazione. La storia dei bandi di questi sei anni è istruttiva. Il passaggio al vincitore unico, nel 2005, fa letteralmente crollare i bandi degli atenei, mentre la paura di questo passaggio fa letteralmente esplodere i bandi nella ultima tornata con le due idoneità: 418 posti di professore ordinario e 645 posti di professore associato!
La riforma Berlinguer è stata una potente ope legis per avanzamenti di carriera. Dal 1999 al 2006 il numero di professori ordinari è cresciuto di ben il 54%, una crescita più consona a un paese sottosviluppato che a un paese di solida tradizione accademica. L’ope legis a beneficio dei professori associati è stata altrettanto imponente ma meno visibile, data la mole dei passaggi alla fascia degli ordinari. La tabella in fondo offre i dati sulle singole posizioni di ruolo negli anni 1998-2006.
Nell’attesa della definizione di una nuova disciplina in materia, nel dicembre 2007 il ministro Mussi decide la riapertura dei concorsi. Il cosiddetto decreto mille proroghe la attua. Una prima stesura del decreto stabilisce che i concorsi riaperti si svolgano secondo la regola Berlinguer corretta dal vincitore unico introdotto dal ministro Moratti. La legge di conversione del decreto (28 febbraio 2008) elimina però il riferimento alla correzione Moratti e riafferma i due idonei della regola Berlinguer.
La prima tornata concorsuale 2008 si sta così svolgendo – tra pochi giorni si voteranno le commissioni - con due idoneità. Il nuovo governo ha ripristinato invece per la seconda tornata, i cui bandi devono essere emanati entro il prossimo 30 novembre, il vincitore unico della correzione Moratti. La prima tornata 2008 ha registrato 724 bandi per posti di professore ordinario e 1143 per posti di professore associato! In rapporto al numero di ordinari e associati in forza nei nostri atenei, i bandi emanati implicano una crescita potenziale (considerate le due idoneità) degli ordinari pari al 7.2% e degli associati pari al 12.1%. Il dato aggregato cela una crescita alquanto diversa nei singoli settori scientifici, soprattutto nelle posizioni di professore associato. La crescita potenziale di professori associati tocca il 19.8% nell’insieme dei settori dell’area “Scienze giuridiche”, il 18.2% nei settori dell’area “Ingegneria industriale e dell’informazione”, il 17.2% in quelli dell’area “Scienze economiche e statistiche”. La crescita più contenuta è comunque pari all’8.2%, nell’area “Scienze della terra”.
La gigantesca operazione degli avanzamenti di carriera senza selezione della riforma Berlinguer, che si supponeva conclusa nel 2005, vive dunque nel 2008 una poderosa appendice. Questa operazione ha posto alcune pesantissime ipoteche: sull’equilibrio finanziario degli atenei, a motivo dell’aumento del costo medio della docenza, e soprattutto sulla qualità dei nostri atenei. La mancanza di schemi di incentivazione connessi ai risultati delle attività di ricerca non ha, d’altra parte, offerto alcun antidoto alle selezioni fasulle dei concorsi dell’ultimo decennio. Ma questa – valutazione e incentivi – è un’altra dolorosa storia della nostra università, su cui conviene ragionare a parte.
Da questo quadro, ‘todos caballeros’ ma nessuna valutazione, occorre partire per disegnare interventi per possibili e realistici scenari futuri
Professori associati, Professori ordinari e Ricercatori negli anni 1998-2006
| Anno |
Professori associati |
Professori ordinari |
Ricercatori |
Totale |
|
1998
|
18102 |
13102 |
18743 |
49947 |
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1999
|
18053 |
12906 |
19796 |
50755 |
|
2000
|
17025 |
14843 |
19423 |
51291 |
|
2001
|
17648 |
16667 |
19802 |
54117 |
|
2002
|
18258 |
17891 |
20591 |
56740 |
|
2003
|
17858 |
17720 |
20117 |
55695 |
|
2004
|
17869 |
17847 |
20876 |
56592 |
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2005
|
18948 |
19251 |
21981 |
60180 |
|
2006
|
19077 |
19840 |
23079 |
61996 |
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Tassi crescita 2006/1998
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5,4 |
51,4 |
23,1 |
24,1 |
|